I media tradizionali stanno conoscendo un periodo di crisi, forse, senza precedenti. Le entrate pubblicitarie crollano e così ecco allungarsi l'elenco di giornali, stazioni radio e televisive che escono dalle scene. 
La scorsa settimana si è tenuta a Roma la seconda edizione dello Iab Forum per il Centro-Sud.
L'analisi del web "nostrano" parte dall'impressionante controtendenza riguardo i dati sull'advertising. Se stampa (-21,5%), Tv (-10,2%) e Radio (-9,4%) fanno registrare cali ben più che significativi, il web ha conosciuto una fase di espansione delle entrate pubblicitarie del 10,5%. Che sia l'ennesima conferma del web come risorsa e risposta alla crisi economica? Che, appunto, la crisi abbia necessariamente costretto un mondo intero ad aprire gli occhi sulle enormi potenzialità della rete? Nel nostro paese oltre 22 milioni (circa il 42% della popolazione) di persone passano sempre più tempo collegati in internet scambiandosi informazioni, confrontandosi, consultando siti di recensioni ed opinioni su prodotti da acquistare e servizi da utilizzare.
Allargando l'osservazione riguardo lo stato del web nel nostro paese, Layla Pavone (presidente di IAB Italia) ha dichiarato: "Internet in Italia è un mercato maturo. Siamo convinti che anche nel nostro Paese, per fare il necessario balzo in avanti verso l’innovazione, si debba seguire e far nostro il modello anglosassone che il premier Gordon Brown ha riassunto nella formula Digital Britain, individuando nel digitale una fonte per lo sviluppo, il futuro, la creatività e la diffusione di cultura e idee del sistema paese. Gli italiani sono sempre di più online e dedicano alla navigazione un tempo qualitativamente di valore, prestando grande attenzione ai messaggi e ai contenuti che provengono dalla Rete. È tempo di capitalizzare questo fenomeno di massa per dare impulso a nuovi servizi per i cittadini e per sviluppare business tradizionali su scala globale".
A noi pare decisamente una lettura della fase che stiamo attraversando decisamente lucida e cui dare ascolto.
Dopo questa ennesima conferma del momento di espansione del web ci teniamo pronti per il tradizionale appuntamento con lo IAB Forum di Milano (3 e 4 Novembre 2009) e nel frattempo consultiamo con interesse gli interventi dell'appuntamento romano.
giovedì 23 luglio 2009
Crolla la pubblicità? Non sul web.
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venerdì 17 luglio 2009
La posta 2.0
Lo snellimento e l'accelerazione delle pratiche burocratiche sono una speranza, un obiettivo o forse più una chimera per milioni di persone. Se poi accenniamo anche solo minimamente alle poste allora giù con barzellette, aneddoti e grasse risate che raccontano di ritardi, impiegati maldisposti e clamorose sviste.
Se per anni i grandi potentati hanno tentato di intervenire sul sistema postale italiano senza mi riuscire a venirne a capo (se non con una discutibile quanto limitata privatizzazione), è ancora una volta la rete a venire in nostro aiuto. Non stiamo parlando ovviamente dell'Italia. E' notizia recente l'avvio di un servizio innovativo da parte della Swiss Post che prende il nome di Swiss Post Box (creatività al potere...ironicamente parlando). Il sito spiega: Il servizio si rivolge a coloro che desiderano leggere la propria corrispondenza ovunque si trovino proponendo soluzioni pratiche che facilitano a ditte e privati l’amministrazione della posta cartacea .
Gli utenti che aderiscono, pagando un abbonamento di 14 Euro mensili, riceveranno via e-mail una copia scannerizzata delle buste loro indirizzate (ovviamente c'è la garanzia che il tutto avvenga nella massima riservatezza). Il cliente potrà decidere il destino della propria posta. Potrà riceverla in maniera tradizionale o scegliere che l'impiegato la invii (dopo averla opportunamente scannerizzata) direttamente al riciclaggio della carta. Il servizio è attivo in Svizzera ed in Germania e fa gola a tanti altri colossi postali del mondo. Ma voi ve li immaginate gli impiegati dei nostri uffici postali che scannerizzano le nostre "lettere"? Povera Italia!
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mercoledì 8 luglio 2009
Lo sciopero dei blog
Lo abbiamo sempre detto e pensato che, le misure repressive contro il file sharing, fossero l'anticamera di misure limitative della libertà in rete. Al di là di ogni colore politico, appartenenza partitica o ideologica, noi pensiamo che la rete sia il veicolo principe di accesso, fruizione e diffusione di cultura (intesa in senso ampio) ed informazione. E' questa l'impostazione che abbiamo dato al nostro blog, occupandoci principalmente delle connessioni tra innovazione, rete e cultura. Siamo sempre stati pronti a cogliere idee innovative in maniera positiva, coscienti che il mondo in cui operiamo stia profondamente mutando e buona parte delle spinte possa venire proprio da quella piazza virtuale che chiamiamo internet.
E' per questo motivo che anche noi ci riteniamo preoccupati per il maxi-emendamento inserito nel Lodo Alfano che introduce l'obbligo di rettifica entro 48 ore a pena di una sazione pecuniaria tra i 15 ed i 25 milioni di vecchie lire per tutti i titolari di “siti informatici" (sia chiaro, tutti i siti informatici, compresi ad esempio Facebook e servizi simili). E' una misura che ci pare oltremodo anacronistica ed in totale controtendenza rispetto ai tempi. Potrebbe indurre timore in tutti quei soggetti attivi in rete (e sono milioni). Si arriva quasi ad una effettiva equiparazione, dal punto di vista legale, di chi scrive in rete rispetto ai veri e propri giornalisti. E non è un caso se, questo sciopero previsto per il 14 Luglio, veda insieme (forse per la prima volta) bloggers e giornalisti della carta stampata, delle televisioni e dei siti internet.
Qui il video dell'appello dell'avvocato Guido Scorza:
E' stata aperta una pagina dedicata su ning dove potete trovare tutte le informazioni necessarie, l'appello ufficiale e la possibilità di firmare la petizione online.
Noi non possiamo fare altro che constatare, ancora una volta, la totale impreparazione di un'intera classe politica (in questo caso davvero trasversale, tranne alcuni sporadici casi) rispetto ai cambiamenti che si materializzano tutto intorno. Istituzioni che appaiono più lente della popolazione che dovrebbero governare.
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martedì 30 giugno 2009
Il corporate blogging
Non stiamo a contare i giorni d'assenza. I bloggers che riempiono quotidianamente la rete di istruzioni su come far crescere il “nostro” blog ci bacchetterebbero a dovere se si concentrassero sulle date di questo post e di quello che lo ha preceduto.
Ma poco importa. Tanti i motivi, tanti i problemi e (non è che sia un dato negativo) tantissimi gli impegni. L'importante è tornare. E lo facciamo con un ulteriore passo avanti.
Think Forward Play Digital è una realtà “in divenire”, che si modella e si ristruttura (e non, sia chiaro, struttura) di giorno in giorno. E' così come noi immaginiamo la rete.
Corporate blog? Blog collettivo? Blog personale? Noi non lo sappiamo e, siamo forse orgogliosi di dirlo, non lo sapremo per un bel po' di tempo ancora.
Non ci è mai piaciuto l'atteggiamento di molti personaggi del web che tendono istintivamente a “pontificare”, educando le masse a così come il web debba essere vissuto, utilizzato e popolato. Rispettiamo chi invece punta a leggere i cambiamenti, il che non significa necessariamente capirli, ma quantomeno studiarli, confrontarcisi e trarne dovute conseguenze. Insomma, produrre opinioni e condividerle con chiunque abbia l'interesse di farlo.
Oggi ci siamo imbattuti in una riflessione su Il Giornalaio (ma che scopriamo originariamente redatto su iriospark), che definire “interessante” sarebbe fin troppo limitato. Si parla del rapporto tra corporate e social media.
E come a molti accade (e grazie al cielo c'è la rete a permetterlo), ci è venuta voglia di dire la nostra.
Circoscriviamo la discussione unicamente al Corporate Blog.
Innanzitutto non possiamo non dichiarare il nostro essere concordi con quanto qui sotto riportiamo:
In ambito corporate l’utilizzo dei social media è stato inficiato fondamentalmente – nel nostro paese più che altrove, forse – da sedicenti esperti che pour cause ne hanno declamato e promosso per anni l’adozione presso le aziende, senza che fosse valutato l’impatto da nessun punto di vista. Molto spesso i social media sono stati descritti come la panacea low cost di tutti mali, senza che vi fosse una valutazione di coerenza rispetto al mix di comunicazione e, soprattutto, senza considerare l‘impatto sull’organizzazione interna e la coerenza tra questa e lo stile comunicazione effettuata all’interno dell’ impresa. E’ in questi casi, ahimè diffusi, che devo assolutamente concordare con Stefania Riccio quando afferma che: “Il blog diventa una raccolta di immagini e osanna, simile ai book di presentazione di oggetti, macchine o persone e la modernizzazione apparente finisce con il mostrare la vera identità”.
E' vero. Difficile dire il contrario. Ma, a noi sembra “solo” l'ennesimo errore commesso in rete. La storia di internet è costellata di esperimenti, tentativi, buffonate, creatività e rivoluzioni. Le aziende non potevano esimersi dal restarne fuori. La sensazione è che ancora molte non siano arrivate a comprendere come in rete sia sempre più difficile “fare pubblicità” in senso tradizionale. Ed allora ecco le pataccate, gli errori (pagati anche a caro prezzo) e le clamorose figure di mxxxx. Il discorso è che, a confrontarsi con una realtà in movimento perpetuo, si sono trovati tutta una serie di professionisti allevati ed allattati tra i banchi di università che vendevano (e tuttora vendono) pezzi di carta a costi esorbitanti, trasmettendo nozioni e non formando l'attitudine. I direttori marketing erano fin troppo abituati a ragionare con una memoria visiva debitrice di anni ed anni davanti a schermi unidirezionali e pagine stampate (certo, non è proprio così, ma per grandi linee si può lasciar passare questa affermazione). L'impostazione è sempre quella di voler insegnare il miglior modo di rapportarsi ad una realtà economica come se questa fosse indissolubilmente statica. Niente di più sbagliato. Il professionista dei social media si forma sui social media e da nessun'altra parte.
I modelli culturali e di comunicazione vanno rivisti e adattati, se necessario rivoluzionati, per uscire dalla logica top down ed ingaggiare la conversazione con le persone sul web e fuori da esso. L’impresa va umanizzata e l’organizzazione interna dell’azienda adattata sia in termini di struttura che di coinvolgimento dei dipendenti. Più forte è il coinvolgimento, maggiore è la flessibilità, che serve alle performance collettive.
Troppo spesso ci si concentra sul mezzo non sul contenuto e le sue implicazioni. E’ ora che la cosiddetta visione olistica venga effettivamente applicata e non solamente declamata come avviene prevalentemente.
Ci accorgiamo che, fin troppo spesso, quando si parla di “Corporate Blog” (soprattutto nel nostro paese) si tende unicamente a tenere in considerazione tutte quelle realtà produttive che hanno dimensioni...diciamo...grandi (e giù con Fiat, Ducati, Mulino Bianco ecc.ecc.). Sembra quasi una derivazione involontaria della società fordista trasportata in rete. In realtà crediamo che, proprio il nostro paese, non possa trasferire questo tipo di impostazione concettuale anche alla rete. Corporate blog sono tutti quegli spazi tramite i quali una qualsiasi azienda/agenzia/società intende aprirsi al pubblico. Intendiamoci, non uno spazio dove far prevalere la propria linea marketing. Piuttosto pensiamo che esista un mondo di piccole società che lega la propria attività economica ad una più generale lettura della realtà produttiva. In tal senso un corporate blog lo vediamo come uno spazio attraverso cui approfondire, arricchire e sviluppare la propria mission. Un modo nuovo di fare, a tutti gli effetti, cultura. Così come le aziende, nella storia, attraverso pubblicità e brand hanno costruito un'immagine ed un immaginario che hanno finito per entrare a far parte di un certo tipo di cultura. Un corporate blog può essere un nuovo ed ulteriore step attraverso cui le aziende si fanno veri e propri soggetti culturali.
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martedì 9 giugno 2009
Hackers a Milano
Come si dice in questi casi? Ah, si...Save the date. 19-20-21 Giugno. Milano. A dieci anni di distanza torna l'Hackmeeting.
L'incontro delle comunità, delle controculture digitali e non, e delle individualità che si pongono in maniera critica e propositiva rispetto all'avanzare delle nuove tecnologie, sempre più legate a doppio filo al controllo sociale, alle imprese belliche e alla commercializzazione di ogni spazio vitale. Tre giorni di seminari, giochi, feste, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo. L'evento è totalmente autogestito: non ci sono organizzatori e fruitori, ma solo partecipanti.
In molti potrebbero pensare che si tratti di un mondo fin troppo lontano da sé, eppure quotidianamente ognuno di noi sulla rete assume comportamenti che con l'hacking sono più affini di quanto si possa immaginare. Per noi che crediamo nella rete come nuova ed inesauribile fonte non solo di cultura ma di potenziale strada per l'accesso alla stessa, l'hacking è, che piaccia o no, un approccio che di culturale ha più di quanto in realtà si voglia ammettere.
Un'occasione per saperne di più, per scoprire l'hacker che è in noi.
L'iniziativa sarà corredata da un Warm Up che si terrà sempre a Milano dal 9 al 18 Giugno.
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mercoledì 3 giugno 2009
E-Creative a Venezia
Nella giornata di oggi si apre la tre giorni dedicata ad arte, tecnologia, innovazione ed impresa.
E-Creative non è un evento, bensì un vero e proprio network europeo nato per rafforzare e favorire le sinergie possibili ed auspicabili tra i settori elencati in apertura di questo post.
La chiave di lettura offerta dal network in questo particolare momento storico è quello di puntare alla produttività tramite un approccio in cui la ricerca artistica è antenna per suggerire idee all’impresa, e le tecnologie sono di supporto alla sperimentazione culturale.
La tre giorni di Venezia è il primo di una serie di appuntamenti preparatori in vista di un progetto europeo che il network presenterà nel mese di ottobre.
I membri del network intendono aprire il progetto alla rete, raccogliendo spunti, consigli e riflessioni tramite i vari canali sparsi per il web.
Sono stati previsti un servizio di live blogging, curato da Venezia da vivere, con news, videointerviste e foto e una diretta degli incontri in live streaming, attraverso la webtv Glomera, che permetteranno al pubblico di seguire gli incontri online e di interagire con gli interventi dal vivo.
Qui trovate il programma completo della tre giorni.
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giovedì 28 maggio 2009
La World Digital Library dell'UNESCO
La digitalizzazione del sapere e di ogni sua forma espressiva è uno dei nostri crucci sostanziali. Così non possiamo far altro che concentrarci, ormai sempre più stesso, sui flussi continui di notizie che si occupano del rapporto sempre più stretto tra cultura e web.
Da tempo in molti hanno capito quanto internet possa svolgere un ruolo fondamentale nel permettere un più facile e rapido accesso a fonti e strumenti culturali. Le vecchie enciclopedie sono state surclassate da un mezzo che permette di raccogliere in un unico "luogo" fonti, informazioni, elementi diversissimi per tipologia e provenienza.
In tal senso l'UNESCO ha deciso di accogliere a braccia aperte questo pensiero mettendo a disposizione di tutti gli utenti un vasto archivio digitale gratuito nel quale è possibile usufruire di molte preziose e opere della letteratura e della cultura che sono custodite nelle biblioteche di tutto il mondo.
E' la World Digital Library (al momento non ancora disponibile in lingua italiana). Vastissimi contenuti gratuiti che vanno dai libri rari ai film, dalle immagini alle lettere ed ai manoscritti, ricercabili per periodo storico, localizzazione geografica o genere multimediale.
Un tentativo chiaro di puntare sulla cultura come veicolo di scambio, incontro, confronto e attraverso cui sentirsi parte di una comunità non limitata da confini nazionali ma ricca di un unico, vastissimo, patrimonio culturale.
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